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Lo shop design

Lo shop design

L’architettura per negozi, nota anche come shop design, rappresenta un aspetto importante nella creazione di un’esperienza di acquisto positiva per i clienti. Un negozio ben progettato non solo presenta i prodotti in modo attraente e accattivante, ma crea anche un’atmosfera piacevole che invita i clienti a sostare e acquistare.

Il design e l’acquisto: Interessante notare che diverse ricerche mostrano che all’aumento di solo 1% del tempo di permanenza di un cliente nel negozio, le vendite potenziali aumentano di 1,3%. Se volessimo guardare il dato in maniera concreta un aumento di permanenza del cliente medio nel negozio di solo 10 secondi su 5 minuti di permanenza abituale, generano un aumento delle vendite del 130%.

(fonte: https://www.tcgroupsolutions.com) da spostare nella bibliografia

Ovviamente questo aumento di tempo però non va fatto generando percorsi tortuosi, sconnessi, che generano difficoltà nel cliente a trovare gli articoli che necessita. I percorsi vanno ben studiati, resi interessanti, il design deve essere coinvolgente ed interattivo (nel senso che deve anche dare spunti al cliente, generando necessità e risolvendo problemi che non immaginava di poter risolvere.

Non vi è mai capitato di fermarvi ad osservare un negozio ed aver notato che la disposizione non è affatto casuale? Per cominciare i prodotti che si vogliono vendere di più (o i cui brand pagano il supermarket) sono posti ad altezza occhio, facili da raggiungere ed a portata di mano. Invece gli articoli a minor richiesta o più economici sono posti in alto o in basso. I prodotti più costosi come la carne hanno spazi di esposizione ben adeguati con luci tendenti al colore caldo (o in alcuni market tendenti al rosso) per mettere in risalto la carne e la sua pezzatura. Infine le bottiglie di acqua che sono economiche e riempiono il carrello in fretta sono poste SEMPRE in ultima corsia. Se le ponessero all’inizio riempiremmo il carello di acqua ed il senso di pienezza ci farebbe essere più critici con i prodotti da comprare.

Mi domando, se siete possessori di negozi, avete mai pensato alla sola disposizione dello spazio? Se lo avete fatto avete considerato la vostra comodità oppure la facilità di acquisto del vostro cliente?

Spesso il successo o il fallimento di un negozio risiede nella sua disposizione ancora prima che nel suo design…perché se il design è corretto e accattivante ma il cliente “riempie il carrello di acqua” si avranno miseri guadagni che non permettono investimenti per ingrandire l’attività, assumere personale e crescere.

 

I materiali: I materiali in un negozio dovrebbero in primis rispecchiare l’identità del brand (se per esempio ho un negozio di Skateboard probabilmente non metterò le tendine in pizzo) inoltre dovranno essere materiali di qualità, commisurati al tempo di vita del negozio. Se per esempio il negozio si occupa di caramelle che ogni anno ed ad ogni collezione cambiano colori non sarebbe auspicabile un materiale duraturo ma si dovrebbe optare per un materiale più semplice, pur mantenendo la qualità. Un altro aspetto legato al materiale che dovrebbe essere tenuto in considerazione è la manutenzione. Se per esempio avessi un negozio tutto in legno ma con un forte passaggio, che ogni due o tre anni mi costringerebbe a cambiare il pavimento, sarebbe auspicabile un trattamento adatto del legno, optare optare per un altro materiale. L’importante comunque è che i materiali mantengano un aspetto di coerenza con il brand e creino uno spazio che porti il cliente ad entrare e a stare nel negozio.

 

La disposizione degli spazi: gli spazi andranno sempre considerati con attenzione al fino da non risultare troppo complessi o non adatti al negozio. In generale un negozio si divide in tre aree ben distinte

  1. Ingresso
  2. Area di acquisto
  3. Finale
  1. L’ingresso: ha il compito di stupire e portare il cliente dentro il vostro negozio. Deve essere tutt’uno con il vostro brand e deve stuzzicare la curiosità di coloro che vi passano davanti.
  2. L’area di acquisto: In questa parte si dovrebbe invitare, con spunti e dettagli, il cliente a sostare il più possibile, interiorizzare il brand e la sua filosofia.
  3. Finale: Questo spazio è dove il cliente paga quello che ha comprato, però anche questo spazio deve avere un’occasione di portare il cliente ad avere più spunti e, soprattutto in questa parte, ad interagire con il personale ed alla fine dovrebbe essere portato a comprare più prodotti, fidelizzarsi e provare nuove esperienze…deve essere chiaro che poiché torni deve aver interiorizzato il brand e la sua mission.

Le tre zone sono una suddivisione spaziale ma da esse non discende uno schema, che andrebbe opportunamente studiato più in dettaglio. Per fare un esempio un negozio disposto come quello sottostante risulta labirintico e mal disposto, il cliente si sentirà perso e probabilmente non tornerà più. Questa è una situazione da evitare

Invece la pianta del negozio sottostante ha decisamente più spunti ed è adatta a creare spunti interessanti che verranno poi approfonditi dalla disposizione degli oggetti in maniera adeguata e dall’uso dei materiali e dal design dei singoli articoli che comporranno l’arredo.

Illuminazione: La suddivisione spaziale, la planimetria, e la disposizione dei prodotti devono essere supportati dall’illuminazione che andrà studiata opportunamente al fine di evidenziare i prodotti che più vorremo vendere. Un’illuminazione adeguata e ben direzionata può aiutare a valorizzare i prodotti e a creare un’atmosfera accogliente. I colori utilizzati all’interno del negozio devono essere scelti in base alla personalità del brand e all’immagine che si vuole trasmettere. Per esempio se si ha una collezione nuova di prodotti è fondamentale che questa sia disposta in un opportuno spazio ad altezza vista ed enfatizzata da un illuminazione ad hoc che andrà studiata caso per caso.

Un esempio, a mio parere mirabile, è il negozio Olivetti a Venezia di Carlo Scarpa

Questo esempio è fantastico perché coniuga lo spazio del negozio con l’aspirazione sociale che l’impresa sia anche un motore di miglioramento sociale attraverso l’arte e la cultura. Sebbene il pensiero di Olivetti tenda all’utopia senza mai esserlo rimane un esempio straordinario di come l’arte e la cultura influenzano lo shop design.

 

La tecnologia: Infine, l’utilizzo di tecnologie avanzate, come schermi interattivi e sistemi di realtà virtuale, sta diventando sempre più popolare nel design del negozio. Queste tecnologie possono aiutare a creare un’esperienza di shopping più coinvolgente e interattiva per i clienti, aumentando la loro soddisfazione e la probabilità di acquisto.

 

Conclusione: Il negozio oggi per essere più interessante dell’acquisto online presso grandi catene che svuotano i centri commerciali, non può e non deve giocare sul prezzo basso perché ha perso ancora prima di giocare la partita. Ciò che resta è l’esperienza di acquisto del cliente, che in primis è una persona e come tale va coinvolta in una visione più alta del semplice prodotto ma in un idea a cui tendere. Lo spazio interno, la sua suddivisione, la disposizione dei prodotti, la scelta del design, dei materiali e della tecnologia devono concorrere a creare un esperienza unica ed immersiva che comunichi l’idea che sta dietro una determinata attività commerciale.

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